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Il Teatro Stabile d'Abruzzo, Ente Teatrale Regionale

La storia del Teatro Stabile d'Abruzzo


Fondato nel 1963, con atto costitutivo datato 28 ottobre, il TEATRO STABILE DELL'AQUILA è stato poi trasformato in TEATRO STABILE ABRUZZESE nel 1991.
Nel 2000 si è costituito il TEATRO STABILE D'ABRUZZO - ENTE TEATRALE REGIONALE, la cui assemblea dei soci è costituita da Regione Abruzzo, Provincia di L’Aquila e Comune di L’Aquila.
Luciano Fabiani, Peppino Giampaola ed Errico Centofanti furono i 3 fondatori del TSA, che con la loro caparbietà ed il loro sogno, portarono in Abruzzo la produzione teatrale, dopo secoli di dipendenza dall'offerta del mercato, dando vita ad un originale esperimento per il mondo teatrale dell'epoca.

Il nome Teatro Stabile dell'Aquila ha dato omaggio per anni alla città portando grandi allestimenti sui palcoscenici italiani e su quelli di tutto il mondo, anche se fin dalle origini è stata chiara una reale connotazione di teatro del territorio.
Per ottenere il riconoscimento dallo Stato come teatro a gestione pubblica, la sede doveva essere situata in una città con almeno 300.000 abitanti, fu così ideato un consorzio di città, per dare la base demografica alla fondazione del Teatro.
Fu merito dei nostri fondatori se la Direzione Generale del Ministero della Cultura modificò la norma istitutiva dei Teatri Pubblici in senso territoriale, accettando il TSA nel novero dei grandi Teatri.
Massima Istituzione abruzzese di produzione artistica, ha messo in scena testi che spaziano dalle sacre rappresentazioni dell'inesplorato patrimonio post-medioevale, alle opere di Ferdinando Galiani, D'Annunzio, Silone, Pomilio fino ai testi moderni e contemporanei di Povod e Strindberg.
Gli spettacoli del TSA hanno condotto sui palcoscenici di tutta Italia la grande drammaturgia abruzzese, cui era mancata fino ad allora un'attenzione che la proponesse in una organica sistemazione storico-critica.
Inseritosi con sicurezza nella tessitura della ricerca interpretativa a livello europeo, il TSA ha proposto messe in scena dei grandi classici con "Orestiade" di Eschilo, "Antigone" di Sofocle, l'elisabettiano "Arden", "Aminta" del Tasso, "Tartufo" di Moliere, "Il divorzio" di Alfieri, ha espresso un particolare impegno sui monumenti shakespeariani attraverso il "Coriolano", "Antonio e Cleopatra", "A piacer vostro", "Riccardo III", ha prodotto il grande spettacolo "Edmund Kean" di Raymund Fitz Simons interpretato da Gigi Proietti.
Tra le tante stagioni di produzione che hanno visto lo Stabile protagonista della scena italiana ricordiamo lo spettacolo "Dramma della gelosia", regia di Gigi Proietti, interpretato da Pino Quartullo e Sandra Collodel, "La Certosa di Parma", un grande allestimento con la regia di Luca De Fusco che ha curato anche il "Viaggio a Venezia", terza tappa del progetto di riscrittura dei grandi classici.
"Falstaff e le Allegre Comari di Windsor", spettacolo risultato il più visto della stagione 2001/2002, con protagonista Giorgio Albertazzi, "Non ti conosco più", raffinatissima commedia brillante interpretata da Edoardo Siravo, Sandra Collodel, Vittorio Viviani e Gisella Sofio, entrambi con la regia di Gigi Proietti.
Le nuove stagioni hanno visto sui palcoscenici di tutta Italia le due ultime produzioni del TSA: per la prima volta in Italia e in esclusiva da Broadway "Jekyll & Hyde, il musical" con Giò Di Tonno e " La parola ai giurati", un giallo giudiziario che parla di pena di morte, con la regia e l'interpretazione di Alessandro Gassman ed il patrocinio di Amnesty International, spettacolo applaudito dalla critica e da oltre cinquantamila spettatori nella sola stagione 2007/2008. Ultimo allestimento accolto dal plauso del pubblico e dei media è stato "Scene da un matrimonio" con la regia di Alessandro D'Alatri e con protagonisti Daniele Pecci e Federica Di Martino.
La drammaturgia contemporanea ha ricevuto dall'attenzione del TSA un impulso senza precedenti nella esperienza del teatro a gestione pubblica: una attenta valutazione di opere che apparivano emarginate, come "L'Uomo, la Bestia e la Virtu" di Pirandello, "La cena delle beffe" di Benelli, "La pazza di Chaillot" di Giraudoux, "La madre" di Brecht; rivelazione al pubblico italiano di testi come "Il pellicano" di Strindberg, "Un debito pagato" di Osborne, "Lear" di Bond, "Sogno di Oblomov" di Goncarov; allestimenti in prima mondiale che hanno avviato la fortuna internazionale di opere come "L'Avventura di Maria" di Svevo, "Il dio Kurt" di Moravia, "Operetta" di Gombrowicz; grandi presenze nei teatri del Canada, dell'Australia, del Venezuela, del Brasile, dell'Argentina, di Madrid.

Altro contributo del TSA è andato al rinnovamento del modo di far teatro nel nostro Paese, attraverso scelte culturali ancorate ai problemi e agli interessi reali del tempo attraverso il rigore produttivo degli spettacoli allestiti con funzionalità e con il massimo contenimento dei costi, attraverso una politica di investimento su i giovani che, ad esempio, ha condotto alla rivelazione nazionale di alcuni tra i più brillanti attori del teatro italiano d'oggi, come Piera Degli Esposti, Giampiero Fortebraccio, Claudia Giannotti, Mariangela Melato, Ugo Pagliai, Tino Schirinzi, Gigi Proietti, Carlo Valli, Virgilio Zernitz, Viviana Toniolo, Gabriele Lavia, Stefano Santospago, Daniele Formica, Domiziana Giordano, Cloris Brosca, Sergio Castellitto, Giulio Scarpati.

Dell'importanza complessiva della operatività del TSA viene, d'altra parte, un riconoscimento attraverso il prestigioso livello delle personalità dello spettacolo che in questi anni hanno partecipato al lavoro dell'Istituzione: registi come Carmelo Bene, Giancarlo Cobelli, Orazio Costa, Filippo Crivelli, Paolo Giuranna, Roberto Guicciardini, Aldo Trionfo, Valerio Zurlini, Ugo Gregoretti, Mario Missiroli, Antonio Calenda, Lorenzo Salveti, Beppe Navello, Armando Pugliese, Maurizio Scaparro, Gabriele Vacis, Luca De Fusco, Alessandro Gassman, Alessandro D'Alatri; musicisti e letterati come Vittorio Antonellini, Corrado Augias, Fiorenzo Carpi, Vittorio Gelmetti, Germano Mazzocchetti, Domenico Baccero, Mario Luzi, Ennio Morricone, Antonio Nediani, Alberto Pomeranz, Alvise Sapori, Mario Zafred, Roberto Lend, Stefano Marcucci, Manlio Santanelli, Renzo Rosso, Eugenio Bennato, Renato Nicolini; scenografi e costumisti come Giancarlo Bignardi, Alberto Burri, Mario Ceroli, Ambra Danon, Lorenzo Ghiglia, Eugenio Guglielminetti, Franco Laurenti, Franco Nonnis, Gianni Polidori, Nicola Rubertelli, Mischa Scandella, Maria Signorelli, Paolo Tommasi, Bruno Buonincontri, Giuseppe Crisolini Malatesta, Santuzza Calì, Ezio Frigerio, Franca Squarciapino, Silvia Polidori, Andrea Taddei; decine di illustri attori quali Giorgio Albertazzi, Edda Albertini, Francesca Benedetti, Gianni Bonagura, Ferruccio De Ceresa, Luigi Diberti, Alessandro Gassman, Paola Gassman, Gianna Giachetti, Gabriella Giacobbe, Giancarlo Giannini, Andrea Giordana, Maria Grazia Casini, Roberto Herlitzka, Carlo Hintermann, Pupella Maggio, Mario Maranzana, Glauco Mauri, Pino Micol, Achille Millo, Valeria Moriconi, Mascia Musy, Leda Negroni, Franca Nuti, Aldo Reggiani, Mariano Di Gillo, Osvaldo Ruggeri, Cochi Ponzoni, Marina Pagano, Ugo Pagliai, Michele Placido, Elisabetta Pozzi, Vanessa Gravina, Gianni Santuccio, Lina Sastri, Stefano Satta Flores, Mario Scaccia, Carmen Scarpitta, Edoardo Siravo, Nino Taranto, Alida Valli, Milena Vukotic, Daniele Pecci.
Un'imponente letteratura giornalistica, radiofonica e televisiva e una massa enorme di spettatori hanno conferito prestigio e successo agli spettacoli del TSA, invitati più volte da tutti i maggiori festival italiani e stranieri dalla Biennale di Venezia al Festival dei Due Mondi di Spoleto, alla Festa del Teatro di San Miniato, ai festival di Vicenza e di Verona, a Taormina Arte al Festival di Madrid Sur.Le produzioni del TSA hanno spesso indotto la RAI ad effettuarne la registrazione e la trasmissione televisiva integrale, oltre alla collaborazione diretta nella produzione del primo sceneggiato televisivo in RVM "LA SIGNORA AVA" di Francesco Jovine e di "MILAREPA" di Liliana Cavani.

Altro aspetto fondamentale del lavoro del TSA è la costruzione, quale essenziale investimento culturale, di un organico sistema teatrale che serve a vitalizzare l'intero territorio regionale.
Attraverso il lavoro condotto direttamente oppure favorendo interventi o anche soltanto stimolando il sorgere di altre iniziative, lo Stabile ha dato in questi quasi cinquant'anni un contributo decisivo alla trasformazione della vita culturale abruzzese, facendo si che il Teatro divenisse un'importante e non episodica componente della vita sociale. Tanti sono oggi i Centri che hanno riattivato un'antica tradizione o inaugurato un loro ruolo nella rete delle piazze teatrali abruzzesi.
Numerose sale teatrali sono state riattivate e per molte di esse sono stati sollecitati interventi di restauro; cattedre universitarie, scuole pubbliche e corsi privati sono venute a supportare il tessuto connettivo della formazione teatrale che è andata ricostituendosi.
Gruppi di base, compagnie di ricerca e sperimentazione, formazioni cooperativistiche e universitarie, complessi scolastici e amatoriali hanno visto avvicinarsi un po' dovunque un'importante fascia di cittadini, specialmente i più giovani, alla creatività.
Le numerose energie che in tal modo oggi si esprimono nella vitalità del teatro e che si integrano dialetticamente con il lavoro che il TSA continua a condurre, pur tra le grandi difficoltà che segnano il divenire dello spettacolo in Italia, lasciano intuire la consistenza e la validità della strada che si è scelto di percorrere.

Tra i riconoscimenti per l'attività: il premio IDI, il Biglietto d'Oro AGIS-Minerva, la Maschera d'Argento, la Noce d'Oro, il Premio Ubu.

Attualmente il Teatro Stabile d'Abruzzo è presieduto da Ezio Rainaldi, il Vicepresidente è Adolfo Paravano ed è diretto da Alessandro D'Alatri.
Alla guida del TSA Teatro Stabile dell'Aquila, poi Teatro Stabile Abruzzese, oggi Teatro Stabile d'Abruzzo si sono succeduti:
Presidenti e Commissari
Fortunato Federici, Lorenzo Natali, Romano Rosoni, Claudio Santini, Tullio de Rubeis, Natale Regondi, Ludovico Nardecchia, Enzo Lombardi, Marisa Baldoni, Gian Paolo de Rubeis, Giuseppe Leuzzi, Renato Nicolini, Luigi Proietti, Giovanni Pace, Carla Mannetti, Stefania Pezzopane, Michele Trimarchi, Mauro Di Dalmazio, Luigi De Fanis.
Direttori e Consulenti
Luciano Fabiani, Giuseppe Gianpaola, Errico Centofanti, Giorgio Guazzotti, Beppe Navello, Luigi Proietti, Enzo Gentile, Lorenzo Salveti, Franco Ricordi, Federico Fiorenza, Alessandro Gassman.

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